František Drtikol

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Kati Horna

Marcel Lefrancq


Born in Mons (Belgium) the 9th october 1916.The Monument, Canterbury, april 23, 1936

Begins studying trade business after classical studies in the “Athénée royal de Mons”. Aged 16 learns prehistorical archeology with the curator of the “Musée de Préhistoire de Mons”. He is self-educated in photography. The oldest negatives preserved are from 1932.

Frequents artistic circles and workshops in the “Académie des Beaux-Arts de Mons”. Interpreter for the Old Comptentibles (British veterans of World War 1).

In 1938 takes part in the activities of group Rupture.

In 1939 founds the Groupe Surréaliste de Hainaut with Achille Chavée, Fernand Dumont, Armand Simon, Louis Vandespiegele.

He was arrested for a few days by belgian authorities as member of the “Comité de Vigilance des Intellectuels Antifascistes” after the Germano-Sovietic Pact in 1939.

He works as photographer for the “Institut royal du Patrimoine artistique” at the inventory of art works which should be destroyed during the war coming.

In 1940, he leaves Belgium like thousand of others for south of France. In Eyzies de Tayac (Dordogne), he meets Father Breuil and works with him for a while at archeological researches in a prehistoric site. They will keep in touch till the death of Father Breuil.

Back in Belgium he takes part in an escape and intelligence network (hiding Jews and taking photographs for forgered I.D.) until 1944. He is arrested by german military authorities after anonymous denunciation, suspected of terrorist activities, and released for lack of evidences after almost a month in jail in Mons.

Photographs are published in issues 1 and 2 of L’Invention collective.

After the Liberation he joins the US Army (at the Civil Affairs Office) as interpreter : besides french, he also speaks fluently english, flemish and german.

In 1945, he publishes a text in a special issue of Le Salut Public dedicated to surrealism and shows 14 photographs in the exhibition Surréalisme in Brussels.

In 1946, he opens his studio La Lanterne Magique in Mons.

In 1947, he signs the pamphlets Pas de quartiers dans la révolution and La Cause est entendue published by the Groupe surréaliste révolutionnaire.

He founds in Mons the group Haute Nuit with Achille Chavée, Paul Franck, Franz Moreau, Armand Simon, Louis Van De Spiegele…

In 1948, he publishes a portfolio (poems and photographs) Aux mains de la lumière, at editions Haute Nuit, with a presentation by Armand Simon.

He publishes a photograph in the issue n° 1 of the Bulletin international du surréalisme révolutionnaire.

In 1949, he publishes a photograph in the issue n° 2 of the review Cobra.

In 1950, he takes part to the exhibition Les développements de l’oeil organised by Cobra in Brussels.

He illustrates a text by Christian Dotremont in the issue n° 8 of the review Cobra.

Self-portrait with anchor, 1958.In 1953, he found the Association des Amis du Musée de Préhistoire de Mons (AMPM), later named Société de Recherches préhistoriques du Hainaut (SRPH). He will be one of the leaders of this association before to be his President. Until his death, he always carried on with archeological researches besides his artistic activities and published several articles in specialized reviews.

He died in Vaudignies (Belgium) on 14th november 1974.

Zdzisław Beksiński

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Zdzisław Beksiński

Zdzisław Beksiński

Nacque il 24 febbraio del 1929 a Sanok, piccolo centro situato nel sud-est della Polonia, nei pressi della catena dei Carpazi da una famiglia di imprenditori. Studiò dapprima economia, in seguito si diplomò in un liceo clandestino durante l’occupazione tedesca. Dopo la liberazione della Polonia, nel 1947, si iscrisse, secondo i voleri del padre, presso la facoltà di architettura a Cracovia.

Nel 1951 sposò Zofia Stankiewicz, nello stesso anno si laureò e divenne supervisore nei cantieri edili a Sanok, lavoro verso il quale provò una profonda avversione. Nel 1958 nacque il suo unico figlio, Tomasz.

Nel 1998 muore sua moglie Zofia Stankiewicz. Il giorno della vigilia di Natale del 1999 suo figlio Tomasz Beksinski, noto presentatore radiofonico e giornalista musicale, si toglie la vita.

Viene assassinato il 22 febbraio 2005, accoltellato diciannove volte dal figlio del suo maggiordomo.Iniziò a occuparsi di arte dal 1958 come fotografo, rivelandosi un artista innovatore, cosa non facile nell’austera Polonia comunista. Fin dalle sue prime foto emergono i tratti che in seguito diventeranno caratteristici delle sue tele. Fotografa uomini e donne col volto bendato, visi deturpati o cancellati con le tecniche del fotomontaggio, ampi paesaggi desolati, bambole mutilate. Pratica anche la scultura prediligendo l’utilizzo di plastica e metallo, trapassa blocchi di pietra con del cavo d’acciaio. Nel 1958, si tiene la sua prima mostra a Poznan.

Essendo un membro dell’Unione Artisti e Fotografi Polacchi prende parte, negli anni successivi, a numerose mostre, sia in Polonia sia all’estero. Questo suo primo periodo (1958-1965) viene dal lui stesso definito “periodo barocco”.

Nel corso degli anni sessanta abbandona la scultura e la fotografia e inizia a dipingere qualche opera minore. Nel 1971 comincia quello che lui stesso definirà il suo “periodo Gotico”, nel quale si dedica alla pittura ad olio su masonite.

La sua prima grande mostra risale al 1972 presso la galleria d’arte contemporanea di Varsavia, nel contempo si evidenziò il suo carattere molto schivo che lo portò a isolarsi dall’ambiente artistico.

Nel 1975 una giuria di critici d’arte nazionali lo definì il miglior artista dei primi trent’anni della Repubblica Popolare Polacca.

Tra le opere più famose e apprezzate del suo periodo gotico spicca quella dell’auto, dipinto acquistato da un privato e di cui non è facile reperire una riproduzione.

Negli ultimi anni della sua vita (1998-2005) si dedicò alla grafica digitale.

Dopo la morte della moglie e del suo unico figlio iniziò il periodo più nero della sua vita. Rimasto solo e caduto in depressione, si chiuse in casa, mentre le sue opere sono sempre più apprezzate in tutto il mondo. In particolare negli Stati Uniti e in Giappone, paese in cui conquista il primato di unico artista contemporaneo polacco inserito tra le prestigiose collezioni dell’Osaka Art Museum, e naturalmente nelle collezioni di musei polacchi e svedesi.Curiosità[modifica | modifica wikitesto]
Beksinski preferiva dipingere in piedi, su una tela appoggiata orizzontalmente su un tavolo.
Non ha mai dato un titolo alle sue opere.
Il suo sottofondo preferito è la musica classica.
L’ispirazione per i suoi quadri, come vuole la leggenda, gli sarebbe arrivata in seguito di un grave incidente automobilistico che lo avrebbe visto coinvolto nel 1970 in uno scontro con un treno, mentre attraversava in macchina un passaggio a livello non custodito, nel cuore della fredda campagna polacca. Se la cavò con tre settimane di coma e molti mesi di convalescenza. La sua grande forza d’animo e l’amore della sua famiglia lo aiutarono a superare le difficoltà e presto tornò ad essere l’uomo affabile di sempre, ma la sua arte non sarebbe mai più stata la stessa. Infatti l’artista afferma di aver visto l’Inferno, e di doverlo rappresentare per non impazzire.
Prima della partenza da Sanok a Varsavia nel 1977, Beksinski distrugge (dandogli fuoco), una selezione dei suoi dipinti considerati troppo personali o insoddisfacenti. Opere di cui non rimane nessuna traccia.
Suo figlio Tomasz era un grande fan della rock band inglese The Legendary Pink Dots e dopo la sua morte, avvenuta per suicidio nel 1999, Beksinski inizia a collaborare col gruppo, creando le copertine dell’edizione polacca di alcuni loro dischi.
https://it.wikipedia.org/wiki/Zdzis%C5%82aw_Beksi%C5%84ski

Zdzisław Beksiński

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László Moholy-Nagy, painting and photography

The Charnel-House

The following two texts focus on the Hungarian avant-garde painter and photographer László Moholy-Nagy. “Moholy-Nagy,” written by his countryman Ernő Kállai, principally concerns Moholy-Nagy’s early work in painting. As such, it describes their geometricism and abstraction, as well as their amenability to architecture. He’d been converted to constructivism, of course, by El Lissitzky during his travels to the West. Lissitzky managed to convince a number of members of the De Stijl group in Holland to adopt these principles as well, and stopped by later at the Bauhaus to reconnect with some of his former students and collaborators.

“Production-Reproduction,” the second article reproduced here, was written by Moholy-Nagy himself. It proved to be of immense importance for subsequent theories of photography as a form of art, and by extension art in general. Walter Benjamin read it and was influenced by it, as was his colleague (and sometimes plagiarist) Siegfried Kracauer. Also, if anyone’s…

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